Nasce la UilFPC Veneto

La nascita della nuova Federazione UILFPC – Poste e Comunicazioni – Veneto rappresenta un passaggio storico e strategico nel panorama della rappresentanza del lavoro. L’integrazione tra UILPOSTE e UILCOM non è soltanto una scelta organizzativa, ma una risposta concreta ai profondi cambiamenti in atto nei settori delle infrastrutture, della logistica e delle telecomunicazioni.
Il Congresso celebratosi nel vicentino ha eletto come Segretario Generale Gian Luca Fraioli e come Segretaria Generale Aggiunta Ketty Marra. Presente, per la Uil Veneto, il segretario regionale Gino Gregnanin.

In uno scenario segnato dal tentativo di acquisizione di TIM da parte di Poste Italiane, prende forma un nuovo assetto industriale che supera i confini tradizionali tra servizi postali e comunicazioni. È un processo che va governato, non subìto. Ed è proprio in questa prospettiva che la UILFPC si pone come soggetto capace di leggere, anticipare e accompagnare tali trasformazioni, con un approccio integrato e una visione di sistema.

Parallelamente, si impone con forza un’altra grande sfida: quella dell’intelligenza artificiale e dell’automazione dei processi. Non siamo di fronte a un’evoluzione neutrale o secondaria. L’innovazione tecnologica, se non governata, rischia di produrre effetti distorsivi sul piano occupazionale e sociale. È quindi necessario affermare un principio chiaro: il progresso non può avvenire a discapito del lavoro. La transizione digitale deve essere accompagnata da garanzie, formazione e strumenti di tutela capaci di proteggere le persone e valorizzarne le competenze. E anzi, occorre fare un fondamentale passo in più: l’evoluzione tecnologica può e deve migliorare la qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori, migliorando il work life balance e la sicurezza sul lavoro. La riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario può e deve essere il volano principale dell’evoluzione IA nel mondo del lavoro.

In questo quadro articolato e complesso, la richiesta di incontro urgente avanzata unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali assume un significato ancora più rilevante.

Accogliamo con convinzione e soddisfazione il percorso di ricostruzione di unitarietà sindacale, mancata per troppo tempo all’interno di Poste Italiane. Un elemento che può rafforzare come nessun altro la capacità di rappresentanza e che restituisce centralità al ruolo delle parti sociali in una fase in cui è necessario incidere davvero sulle scelte strategiche aziendali.

Le questioni poste all’attenzione dell’Azienda Poste sono chiare e non più rinviabili.

È indispensabile fare piena luce sulle prospettive industriali e occupazionali legate alle operazioni in corso, a partire proprio dal progetto di integrazione con il comparto delle telecomunicazioni. Serve un confronto vero sulle ricadute concrete per i lavoratori, evitando che decisioni di tale portata vengano assunte senza un adeguato coinvolgimento.

Allo stesso modo, è necessario un aggiornamento puntuale sullo stato di avanzamento del Piano Industriale, con particolare riferimento agli impegni su organici, investimenti e sviluppo dei servizi logistici. Le linee strategiche devono tradursi in azioni verificabili e coerenti con le esigenze dei territori.

Le criticità registrate nelle Divisioni PCL, MP e DTO confermano un quadro di crescente difficoltà operativa: carichi di lavoro insostenibili, carenze di personale, scelte organizzative non condivise. Sono segnali che non possono essere ignorati e che richiedono interventi immediati.

A tutto ciò si aggiunge la questione del potere d’acquisto, oggi fortemente compromesso dall’aumento del costo della vita. È un tema che incide direttamente sulla dignità del lavoro e che deve trovare risposte adeguate e strutturali.

Senza un cambio di passo, il rischio è quello di un progressivo deterioramento del clima aziendale e di una frattura sempre più evidente tra governance e lavoro, con rischio di iniziative conflittuali più estese.

La UILPOSTE, oggi dentro la più ampia e strutturata UILFPC, continuerà a esercitare il proprio ruolo con determinazione, autonomia, iniziativa e visione, affinché le trasformazioni in atto siano governate nel segno dell’equità, della trasparenza e della tutela delle persone.

Il futuro si costruisce con il confronto, non con decisioni unilaterali. Solo così si può realizzare il nostro obiettivo cardine: il valore della persona dentro il cambiamento.