“All’incontro che si è tenuto oggi in Confindustria Veneto Est – spiegano il coordinatore provinciale di Uil Veneto Venezia Giuliano Gargano e il segretario generale della Uilm Venezia Diego Panisson – l’azienda ha parlato di un forte fraintendimento sulla questione intelligenza artificiale, spiegando che non ci sarà nessuna sostituzione di lavoratori con l’IA ma solo una riorganizzazione. L’azienda lo ha messo nero su bianco: da nessuna parte è scritto che il sito di Marghera sia improduttivo, bensì che le funzioni di sviluppo e gestione tecnologica saranno centralizzate all’interno di centri di eccellenza internazionali, legati ai mercati finanziari e agli hub tecnologici. In una parola: delocalizzate, per la precisione a New York, Londra, Singapore, Bangalore e New Jersey. Questo è un precedente pericolosissimo, perché apre la strada a un modello in cui il lavoro continuerà a essere spostato dove costa meno, dove i diritti sono più deboli e dove è più facile sfruttare. E che sottotraccia indica che il nostro Paese non offre terreno fertile per investimenti di questo genere, spingendo le multinazionali a delocalizzare sviluppo e occupazione”.
“In questa operazione – aggiungono i due sindacalisti – di intelligenza artificiale ne vediamo ben poca. Forse, appena appena, quella utilizzata per scrivere la lettera di licenziamento. “Contesto competitivo”, “integrazioni di soluzioni”, “orientamento strategico”, “innovazione replicabile”: tante formule vuote e impersonali che si traducono però nel licenziamento di 37 persone”.
Per questo Gargano e Panisson hanno sottolineato la necessità di fermare scelte unilaterali e aprire un confronto vero sul futuro occupazionale, sulle possibili soluzioni alternative e sulla tutela di tutti i lavoratori coinvolti.
