Al 18esimo Congresso della Uilm provinciale di Padova è stato rieletto all’unanimità Davide Crepaldi. Crepaldi ricopre questo ruolo dal 2012 all’interno di una categoria, quella dei metalmeccanici nella provincia padovana, che oggi raccoglie ben 1.200 iscritti. Una categoria presente, anche spesso in prima fila come sindacato di riferimento, all’interno di grossissime e prestigiose aziende come la Arneg Spa (con circa 800 dipendenti), la Zetronic Srl (attualmente in vertenza, con circa 150 dipendenti), la De Angeli Srl (con oltre 400 dipendenti), il gruppo Vileda (con 300 dipendenti), la Mitsubishi (con 180 dipendenti), la Vertiv (con oltre 400 dipendenti), la Zilmet Spa (a Bagnoli con 130 dipendenti e a Limena con 190).
Al congresso, oltre ai delegati ed iscritti, erano presenti il segretario generale Uilm Rocco Palombella, il coordinatore regionale Uilm Carlo Biasin, il coordinatore della Uil Veneto Padova Massimo Zanetti. Presente anche la consigliera regionale Eleonora Mosco.
Tra i temi su cui si sta impegnando tantissimo la Uilm di Padova c’è quello di attrarre più giovani nel ruolo di metalmeccanico – AAA Cercasi metalmeccanici – spesso frainteso e sottovalutato: “Nell’immaginario collettivo – ha detto Davide Crepaldi – si guarda al metalmeccanico solo come ad un operaio che si sporca col ferro e che è ridotto ad un lavoro pesante, tanto che oggi a svolgere questo ruolo sono soprattutto stranieri, in particolare africani”.
“Siamo scarsi di figure metalmeccaniche di ogni tipo che, va sottolineato, rappresentano un’opportunità necessaria in moltissimi campi a cui probabilmente nessuno pensa: il lettino ospedaliero e l’ago che serve per fare un prelievo lo costruisce il metalmeccanico. E’ sempre questa figura che si occupa di installare e gestire l’impianto di aria e quello elettrico negli ospedali. Il metalmeccanico lavora nell’ambito informatico e della ricerca. Gli orefici e gli argentieri sono metalmeccanici. Sono sempre loro ad occuparsi degli impianti di sviluppo dei filtri e delle macchine di depurazione. Chi mette la fibra sono i metalmeccanici. Anche gli odontotecnici sono metalmeccanici”. “Sappiate, infine, – dice Crepaldi – che se dovesse sparire la figura del metalmeccanico, sparirebbero anche i cellulari e si fermerebbero gli ospedali. Il metalmeccanico, infatti, gestisce anche le linee telefoniche ed elettriche. Per avere la luce e il calore si ritornerebbe all’età della pietra. Si fermerebbe tutto”.
Crepaldi ha continuato dicendo: “penso che stiamo correndo pericolosamente su di un doppio binario, i giovani non riconoscono più la fabbrica e il cantiere come uno strumento di benessere. Le aziende non riconoscono l’importanza di un patto Scuola – Impresa – Sindacato, non vogliono cedere la sovranità. A livello regionale occorre avviare un confronto tra parti sociali e Regione Veneto, che ha competenza in materia, per lanciare un grande patto formativo attraverso un’attenta analisi dei fabbisogni, l’individuazione dei nuovi profili professionali necessari, coinvolgendo anche l’Università di Padova per fare un piano professionale delle persone evitando così che gli unici soggetti a pagare il prezzo più alto siano proprio le aziende che producono particolari complicati e con costi energetici importanti, la mancanza di operatori specializzati è una responsabilità delle istituzioni. Questo è un errore dei Sindacati e delle Istituzioni che hanno lasciato al Mercato il governo delle Aziende, dove un Tiktoker guadagna più di un metalmeccanico che deve lavorare 44 anni per andare in pensione e pagarsi pure la sanità se vuole essere curato in tempi rapidi”.
In chiusura dei lavori è intervenuto il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, che ha dichiarato: “Padova rappresenta uno dei territori più dinamici della manifattura italiana, con imprese capaci di innovare e competere sui mercati internazionali. Tuttavia emergono segnali di rallentamento che non vanno sottovalutati. Servono politiche industriali capaci di sostenere investimenti, occupazione e competitività, ma anche rendere il lavoro metalmeccanico più attrattivo per i giovani. Per questo continuiamo a sostenere la necessità di aumentare i salari e ridurre l’orario di lavoro a parità di retribuzione: una scelta necessaria per migliorare la qualità del lavoro e accompagnare le trasformazioni senza scaricarne il costo sui lavoratori”.
