“C’è un piccolo passo avanti: ci sono quattro offerte vincolanti – compresa quella della società in house del CVN – per l’acquisto di rami d’azienda di Thetis. Ma è un passo insufficiente, perché il perimetro delle assunzioni non copre tutto il personale e si rischiano 20-25 esuberi. Le prossime settimane sono decisive perché le offerte crescano sia dal punto di vista economico che di allargamento del numero di assunzioni. In queste ore abbiamo assistito ad una battaglia a suon di comunicati stampa tra i soggetti della galassia Mose: noi crediamo che sia il momento della responsabilità di tutti. In ballo c’è il funzionamento di un’opera unica al mondo, nata per salvare una città unica al mondo. E soprattutto il destino occupazionale del personale di CVN, Comar e Thetis. Per le prime due realtà la situazione sembra sotto controllo; qualche problema in più, proprio alla luce delle offerte pervenute, c’è per Thetis. Il sindacato sta facendo la sua parte: solo negli ultimi mesi – con la sua azione – è riuscita a sbloccare delle risorse ferme a Natale 2025 e accelerare l’emanazione di un decreto, in giugno, che ha fatto chiarezza sulle competenze tra Provveditorato e Autorità per la Laguna. Adesso ci vuole un passo ulteriore: abbiamo chiesto e ottenuto che questo tavolo con la Regione e il Comune diventi il luogo in cui creare tutte le condizioni possibili perché si arrivi all’obiettivo zero esuberi e armonizzare i tempi tra le varie procedure”. Lo dichiara il coordinatore provinciale di Uil Veneto Venezia, Giuliano Gargano, dopo il tavolo sulla situazione del Mose, convocato dall’Unità di Crisi della Regione del Veneto, al quale ha partecipato con i segretari della Uilm Diego Panisson, della Feneal Giulio Agnoletto e della Uiltec Alberto Cavallin.
